Rimettete le parole in ordine per scoprire dei famosi proverbi italiani
La saggezza popolare trasmessa in linguaggio semplice ed elegante
Successo! Gioca di nuovo!
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Il puzzle dei proverbi Italiani
Proverbi: la comunicazione più efficiente
I proverbi sono sempre stati un modo molto efficace per trasmettere la conoscenza umana complessa attraverso i secoli, grazie alla loro semplicità, l'uso di immagini e spesso di rime
Come si gioca al puzzle dei proverbi
Trascinare e rilasciare ogni parola nella giusta posizine per ricostruire la frase proverbiale
Si vince quando ogni parola è nella sua corretta posizione nella frase
Lista dei proverbi utilizzati in questo gioco
Le cose lunghe diventano serpenti
Chi parla poco, dice tanto
Ognuno è fabbro della sua fortuna
Ride bene chi ride ultimo
Chi a vent’anni non ne ha, a trenta non ne fa, a quaranta perde quel poco che ha
Il più conosce il meno
Chi muore giace, chi vive si dà pace
Parlare a nuora, perché suocera intenda
Le uova non hanno nulla da insegnare alla gallina
Non c’è carne in macelleria che cane o gatto non porti via
Rosso di sera bel tempo si spera
Il troppo stroppia
Aria d’importanza, diploma di ignoranza
Meglio tardi che mai
La fame è il miglior condimento
Il carbone o scotta o tinge
Non tutti i mali vengono per nuocere
Chi tutto vuole arrabbiato muore
Chi ben comincia è alla metà dell’opera
Vedere e non toccare è una cosa da crepare
Al povero mancano tante cose, all’avaro tutte
Alla candelora dall’inverno semo fora
Paese che vai usanza che trovi
Quando vien la candelora dall’inverno semo fora
Fanciulli, poveri e polli, non sono mai satolli
Chi pecora si fa, lupo lo mangia
Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante
Una rondine non fa primavera
Chi non risica non rosica
Finché l’uomo ha denti in bocca, non sa mai quel che gli tocca
Ambasciator non porta pena
A cattivo lavoratore ogni attrezzo da dolore
Chi non muore si rivede
Chi ama bene castiga bene
Nessuno è sfortunato come l’agnello: o è cornuto, o è castrato o è scannato
Di buone intenzioni è lastricato l’inferno
Uccello in gabbia non canta per amor, canta per rabbia
Il cane morde lo straccione
L’erba cattiva non muore mai
A lavar la testa all’asino ci rimetti il ranno e il sapone
Chi la dura, la vince
Con un pò di coraggio si finisce ogni viaggio
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
A combatter con il fango, che si vinca o che si perda, sempre ci si infanga
Una mela al giorno leva il medico di torno
Il miglior specchio è un amico vecchio
La prudenza non è mai troppa
Occhio non vede, cuore non duole
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso
La miglior vendetta è il perdono
Chi sa fa e chi non sa insegna
Dolci parole e tristi fatti ingannano savi e matti
Vive bene chi prende il mondo come viene
Nella botte piccola c’è il vino buono
Fra i due litiganti il terzo gode
A chi non teme il sermone giova poco il bastone
Ogni casa ha solaio, cesso, fogna e acquaio
Chi imbocca tutti i vicoli, troverà tanti pericoli
Meglio soli che male accompagnati
A chi vuol riposare conviene travagliare
Dio ama parlare con chi ama tacere
Non parlar di corda in casa dell’impiccato
Olio, aceto, pepe e sale fan saporito pure uno stivale
A casa dei poltroni è sempre festa
Fidarsi è bene non fidarsi è meglio
E’ meglio un magro accordo di una grassa sentenza
La notte porta consiglio
Chi si fa i fatti suoi, campa cent’anni
A caval donato non si guarda in bocca
A goccia a goccia s’incava la pietra
Tra prendere o lasciare occorre ben pensare
In un’ora Dio lavora
Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove
L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza
Donne e uomini gelosi son troppo pericolosi
A carnevale ogni scherzo vale
Raglio d’asino non sale al cielo
Cielo a pecorelle, pioggia a catinelle
Ne ammazza più la gola che la spada
A Natale sul balcone, a Pasqua col tizzone
Al vecchio non manca mai di raccontare
Ogni promessa è debito
Un cavaliere tra due dame fa la figura del salame
Se hai i soldi siedi altrimenti stai in piedi
Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene
Tutti i nodi vengono al pettine
Vecchiaia con pazienza prolunga l’esistenza
Gente trista, nominata e vista
Una grande paura nessun medico la cura
Passata la festa, gabbato lo santo
Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace
Una ciliegia tira l’altra
L’acqua vuol pendenza il mare vuol pazienza
Impara dal passato, credi nel futuro e vivi nel presente
Quando il piccolo parla il grande ha sparlato
Cuor contento il ciel l’aiuta
Col fuoco, con la donna e con il mare, c’è poco da scherzare
La necessità aguzza l’ingegno
Trotto d’asino dura poco
Cattivo bastone non fa buon cane
Sopporta e non biasimare quello che non puoi cambiare
Chi semina vento raccoglie tempesta
Il riso abbonda sulla bocca degli stolti
Rispetta il cane per il padrone
Se vuoi star bene, mangia poco e dormi bene
Gallina che non becca ha già beccato
Non è ricco chi possiede ma chi meno ha bisogno
Chi si somiglia, si piglia
Chi non ha testa, ha buone gambe
Errare è umano, perseverare è diabolico
Sbagliando s’impara
Il torto non sta mai da una parte sola
Con bocca e lingua castigate, molte pene avrai risparmiate
Se dai a un uomo un pesce lo nutri per un giorno, se gli insegni a pescare lo nutri per il resto dei suoi giorni
Ne uccide più la gola che la spada
Chi si loda si sbroda
In casa del diavolo non parlar di acqua santa
Va con chi è meglio di te e pagagli le spese
A mali estremi estremi rimedi
Dove ci son donne innamorate è inutile tener porte serrate
Chi va con lo zoppo impara a zoppicare
L’amore e la tosse non si possono nascondere
Il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e c’è chi sale
Mal comune, mezzo gaudio
Chi si contenta gode
Si è prima garzone e poi maestro
L’occhio del padrone ingrassa il cavallo
Da cosa nasce cosa
Disgrazia e osteria fanno la stessa via
Non è tutt’oro quello che riluce
La pazienza se a piedi partirà in carrozza tornerà
Se hai per amico un orso, avrai bisogno di soccorso
Chi nasce afflitto muore sconsolato
Parla poco, ascolta assai e giammai non fallirai
Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io
Anno nuovo, vita nuova
Mai tardò chi venne
Presto e bene non marciano insieme
Tieni la bocca chiusa, se non vuoi che ti sfugga l’oro di bocca
Chi tace acconsente
Chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova
Peccato confessato, mezzo perdonato
In casa di galantuomo nasce prima la femmina e poi l’uomo
Nero con nero non tinge
A goccia a goccia si fa il mare
Donna che piange, cavallo che suda, sono più falsi di Giuda
Voce di popolo, voce di Dio
A ben condire l’insalata ci vuole un avaro per l’aceto, un giusto per il sale e uno strambo per l’olio
L’appetito vien mangiando
Al naso non si fa caso
Chi capisce, patisce
Quando la fame entra dalla porta, l’amore esce dalla finestra
La parola che esce indebolisce l’uomo, quella trattenuta lo rinforza
Per ingannare un furbo, ci vuole un furbo e mezzo
Le chiacchiere non fanno farina
Chi va al mulino s’infarina
Si dice il peccato, non il peccatore
La superbia andò a cavallo e tornò a piedi
La civiltà moderna è la moltiplicazione infinita di necessità non necessarie
La prima si perdona, la seconda si bastona
La storia è maestra di vita
Campar senza fatica è una voglia molto antica
Dov’è l’innocenza non manca provvidenza
Scherza coi Fanti e lascia stare i Santi
Chi di speranza campa, disperato muore
Il mattino ha l’oro in bocca
A pagare e a morire c’è sempre tempo
Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso
Nel pollaio non c’è pace se canta la gallina e il gallo tace
La saggezza del passato non nutre l’affamato
Chi si è scottato con l’acqua calda ha paura anche dell’acqua fredda
I panni sporchi si lavano in famiglia
Chi rompe paga e i cocci sono i suoi
Con le mani di un’altro è facile toccare il fuoco
A buon intenditor, poche parole
Impara l’arte e mettila da parte
Con lacrime e lamenti non si cura il mal di denti
A buon consiglio non si trova prezzo
Non serve la scienza a chi non ha esperienza
Chiodo scaccia chiodo
Tra moglie e marito non mettere il dito
Fa più danno l’apprensione che il malanno
Se non è zuppa è pan bagnato
Scampato il pericolo, gabbato il Santo
Chi non ha cane, caccia con gatto
L’avaro è come il porco, è buono dopo morto
La goccia scava la pietra
Frutto proibito, frutto saporito
Amar la vicina è un gran vantaggio, si vede spesso e non si fa viaggio
L’abito non fa il monaco
Ogni medaglia ha il suo rovescio
Con la moglie a lato l’uomo è sempre beato
Amor senza baruffa fa la muffa
Bacio di bocca spesso cuor non tocca
Uomo avvisato, mezzo salvato
La vecchia impara fino a 100 anni
A bocce ferme si saprà chi ha vinto
A far la barba si sta bene un giorno, a prender moglie si sta bene un mese, ad ammazzare il maiale si sta bene un anno
Dal frutto si conosce l’albero
Aiuta i tuoi e gli altri se puoi
Il peggior sordo è quello che non vuole sentire
Sono sempre gli stracci che vanno per aria
Can che abbaia non morde
Un bel gioco dura poco
Conta più la pratica che la grammatica
La parola è d’argento, ma il silenzio è d’oro
Chi tardi arriva, male alloggia
Nel paese dei ciechi anche un guercio è re
La farina del diavolo va tutta in crusca
Quando arriva la minestra non c’è più sinistra o destra
Per amore anche la donna onesta perde la testa
Tu sei volpe e io tasso, tu sei furbo ma io ti passo
Se a febbraio vedi gli uccelli grassi, aspettati un freddo che spacca i sassi
La lingua batte dove duole il dente
Chi non intende la propria scrittura è un asino di natura
La volpe che non arriva al lardo dice che è rancido
Il vino buono si vende senza frasca
Da curati, compari e cognati tieni lontana tua moglie perché son malfidati
Al villano se gli dai un dito si prende tutta la mano
L’occasione fa l’uomo ladro
Non puoi vedere il bosco se sei tra gli alberi
L’uomo crede vero tutto quello che desidera
Chi dice donna, dice danno
Da ospedale e cimitero si esce sempre più sincero
Patti chiari, amicizia lunga
E’ ladro chi ruba e chi gli tiene il sacco
A chi prende moglie gli ci vogliono due cervelli
Se ai sessanta sei vicino, lascia le donne e scegli il vino
Se vuoi che la roba si faccia, chiudi la bocca e muovi le braccia
L’albero si riconosce dai frutti
Con i se e con i ma la storia non si fa
Gallina che canta ha fatto l’uovo
Chi nasce tondo non può morir quadrato
Chi ascolta troppa gente conclude poco o niente
I fatti della pentola li sa il coperchio
Acqua passata non macina più
Chi troppo vuole, nulla stringe
Chi presto parla, poco sa
Nacque per nulla chi vive sol per sé
Non c’è due senza tre
Lacrime d’erede è matto chi ci crede
Nel fiume che grida puoi passare sicuro
A ogni santo la sua festa
Del senno di poi, sono piene le fosse
Agli amanti e ai cacciatori per un piacer mille dolori
Sposa bagnata, sposa fortunata
L’ozio è il padre dei vizi
Una noce da sola, non suona nel sacco
Non dire quattro se non l’hai nel sacco
Donna nana, tutta tana
Non è amico mio quel che risparmia il suo e mangia il mio
Il dentista mangia coi denti degli altri
Chi ruba poco va in galera, chi ruba tanto fa carriera
Dove c’è gusto, non c’è perdenza
Con le buone maniere si ottiene tutto
Chi mostra vende
Gira gira, la freccia cade addosso a chi la tira
Più pesci acchiapperà chi nello stagno non si butterà ma una rete comprerà
Chi al caso s’affida prende un cieco per guida
In bocca chiusa non entrano le mosche
Se cucini con calma, il gusto ci guadagna
Campa cavallo che l’erba cresce
L’erba del vicino è sempre più verde
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare
Chi troppo in alto va, cade sovente
Il buon giorno si vede dal mattino
Quando sono troppi i galli a cantare, non si fa mai giorno
Carta canta e villano dorme
A pensar male c’è sempre tempo
Lontano dagli occhi lontano dal cuore
Chi semina sulla sabbia raccoglie solo rabbia
Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia
Tanto la va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino
Gallina vecchia fa buon brodo
Chi risparmia oggi, domani molto avrà
Non puoi avere botte piena e moglie ubriaca
Vale più la pratica che la grammatica
A casa dei suonatori non andar per serenate
Nel bisogno si conosce l’amico
Quando la nave affonda, i topi scappano
Meglio un asino vivo che un dottore morto
Bacco, Tabacco e Venere, riducon l’uomo in cenere
Chi ha torto fa clamore contro l’accusatore
Chi va piano va sano e va lontano
A chi ha paura non basta l’armatura
Se son rose fioriranno, se son spine pungeranno
Tutto è bene quel che finisce bene
Una pianta che ha molti frutti non li matura tutti
A San Martino ogni mosto si fa vino
L’uomo propone, Dio dispone
La gatta frettolosa fece i mici ciechi
Chi ha tempo non aspetti tempo
Dio, se chiude una porta, apre un portone
La donna ne sa più del diavolo
Il vino rende lieti e fa svelar i segreti
Zotici e villani discuton con le mani
Chi domanda non fa errori
Gente allegra, il ciel l’aiuta
Chi di spada ferisce, di spada perisce
Vesti un palo che bel t’appare
Chi mena per primo, mena due volte
Sono meno ridicoli i difetti che le qualità che non abbiamo
A tavola e a tavolino si giudica il contadino
Quando tutto è di tutti, i tempi sono brutti
Finché c’è vita, c’è speranza
La donna, prima tutto miele, poi tutto fiele
Un po’ per uno non fa male a nessuno
Chi di verde si veste della sua beltà troppo si fida
Ogni botte dà il vino che ha
A Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi
La fretta è cattiva consigliera
Il sonno della ragione genera mostri
Lava cane, pettina cane, sempre di cane puzza
A buon cavalier non manca lancia
Taccio o setaccio
Fa’ il bene e scordati, fa’ il male e pensaci
Chi ti accarezza oltre quel che suole, di sicuro ingannar ti vuole
Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia
L’amico certo lo conosci nell’incerto
Buon sangue non mente
La fame fa uscire il lupo dal bosco
L’apparenza inganna
Batti il ferro finché è caldo
Se non t’aiuta la scienza, affidati alla provvidenza
Quando la pera è matura, cade da sola
Il difficile sta nel cominciare
Le bugie hanno le gambe corte
Per insegnare bisogna prima imparare
Al cuor non si comanda
La speranza è l’ultima a morire
Quando il gatto non c’è, i topi ballano
Chi vive di sogni ha meno bisogni
I pifferi di montagna andarono per suonar e furono suonati
A casa sua ognuno è re
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei
Chi vuole vada, chi non vuole mandi
Articolo quinto: chi ha i soldi in tasca ha vinto
Chi la fa l’aspetti
Un po’ di vino lo stomaco assesta, il troppo rovina stomaco e testa